Acetaia Sassuolo
Acetaia a Sassuolo
Quando si parla di aceto, salta subito alla mente una lunga tradizione centenaria. L´Acetaia Rossi Barattini, ormai rinomata acetaia di Sassuolo, dedica tutte le sue attenzioni all´antica usanza modenese nel produrre Aceto Balsamico.
Come funziona un acetaia?
Questa prelibatezza dell´acetaia di Sassuolo, viene ottenuta con la pigiatura delle uve all’interno di grossi tini. Le uve vengono potate dalla vite quando il rapporto tra gli zuccheri e l’acidità risulta molto alto. Altro aspetto fondamentale nella preparazione dell’aceto, è che viene ottenuto senza alcuna aggiunta aromatica di nessun tipo.
A questo punto, una volta che l´uva viene pigiata, entro le 24 ore successive il mosto dopo essere stato setacciato, viene fatto bollire a vaso aperto. Con tale operazione, eseguita a fuoco lento, viene ridotta di circa la metà la quantità di mosto a disposizione. Il segreto per una corretta lavorazione, sta nella cura dei dettagli, presupposto fondamentale dell´acetaia di Sassuolo.
Fasi successive alla cottura
In questa fase l’aceto viene messo a riposare in acetaia, all’interno di una botte di legno pregiato, senza alcun intervento di origine chimica. Dopo circa un anno, il mosto sarà acetificato e pronto per essere messo in una serie di botti di dimensioni inferiori, che solitamente vengono custodite nei sottotetti, con il freddo secco dell’inverno, ed il caldo umido estivo.
L´acetaia di Sassuolo, ripone la loro particolare attenzione nella scelta e nella cottura dei mosti nel selezionare le botti di miglior qualità dai luoghi più adatti all’invecchiamento e soprattutto nei giusti momenti di lavorazione.
L´acetaia di Sassuolo Rossi Barattini, viene caratterizzata da una vera e propria vocazione viticola di famiglia, che a distanza di svariati decenni viene tramandata ancora al giorno d ́oggi. La produzione del loro aceto viene eseguita e trattata con barili secolari tramandati di generazione in generazione.